Le vìpere sono Rettili squamati, con testa grande e separata dal corpo, con pupille verticali e denti erigibili entro i quali scorre il veleno e il cui prototipo è l'aspide (Vipera aspis), lunga circa 70 cm. Non aggressiva, morde solo per difendersi. Il suo veleno è pericoloso. In Italia sono presenti anche la vipera cornuta (Vipera ammodytes), la vipera dell'Orsini (Vipera ursini) e il marasso (Vipera berus). 
Il morso della vipera si contraddistingue per la presenza di due forellini sulla cute, distanziati di circa un centimetro. Dopo pochi minuti potrebbe insorgere dolore acuto, seguito dalla comparsa di edema cianotico, respirazione affannosa, tachicardia, nausea e vomito, difficoltà alla visione, stato di debolezza. Occorre innanzi tutto rassicurare il soggetto; coprirlo al fine di mantenere la temperatura corporea; detergere la zona della ferita; levare eventuali anelli o altri oggetti che potrebbero esercitare una costrizione a livello dell'arto colpito; applicare un bendaggio compressivo in tutto l'arto leso, avendo cura di posizionarlo a livello del cuore o più in basso e comunque immobile, così che il sangue e il veleno non refluiscano verso il cuore. Se il morso è localizzato a un'estremità è possibile, in alternativa, applicare non troppo strettamente un laccio appena sopra e uno appena sotto la zona del morso. Utilizzare eventualmente delle stecche per immobilizzare l'arto colpito. Trasportare l'infortunato presso un centro ospedaliero per l'eventuale somministrazione dell'antidoto specifico. Evitare di disinfettare la ferita con alcool. Evitare di applicare ghiaccio a meno che non ci siano indicazioni specifiche da parte di un medico. Non è consigliabile neppure praticare incisioni, succhiare o spremere il veleno, né far ingerire bevande alcoliche (facilitano l’assorbimento del veleno).