La rete di distribuzione elettrica italiana fornisce corrente alternata a 230 V. Ciò significa che viene fornita corrente con tensione che varia come una sinusoide ma che produce lo stesso lavoro di una corrente continua a 230 V; questo valore viene chiamato tensione efficace. Si può dimostrare che se la tensione è V(t) = Vmax·sin(k·t), la corrispondente tensione efficace è Ve = Vmax /√2. Termini analoghi e relazioni analoghe si hanno nel caso delle altre correnti alternate (ad esempio in USA la tensione è di 120 V e nel Regno Unito è 240 V). Se ai capi di una presa di corrente alternata di frequenza 50 Hz vi è la tensione (efficace) di 230 V, qual è il periodo e il valore massimo della tensione alternata?

Periodo = 1/(50 Hz) = 1/50 s.
Vmax = 230·√2 V = 325 V (arrotondando)

Alcuni grafici (ricordo: π=180°, 1° = π/180):

Ω = 2π·frequenza;  frequenza = 50;  periodo = 1/frequenza = 0.02


 
La figura a fianco illustra in modo semplificato come prodotta una corrente alternata: una spira attraversata da un magnete che ruota; il flusso di campo magnetico varia nel tempo in modo sinusoidale; nella spira viene generata una differenza di potenziale che varia nel tempo in modo sinusoidale. Nella pratica invece di una sola spira si utilizza una bobina di filo che si avvolge in moltissime spire (vedi la lezione 42 qui).

Senza entrare nei dettagli, ricordiamo che possiamo rappresentare l'andamento di una funzione sinusoidale con la rotazione di un vettore (vedi la figura sottostante), che un vettore (x,y) possiamo rappresentarlo con un numero complesso (x+i y), e che quindi possiamo rappresentare le correnti alternate mediante numeri complessi; in questo modo molte relazioni valide per i circuiti elettrici a corrente continua possono essere estese formalmente ai circuiti percorsi da correnti alternate.