metabolìsmo, sm.
1 Insieme delle reazioni chimiche che hanno luogo negli organismi viventi e contribuiscono alla trasformazione e utilizzo dell'energia introdotta con gli alimenti.
Le modificazioni energetiche che si verificano consentono agli organismi viventi la vita e l'accrescimento.
All'origine del termine sta il significato di rinnovamento e ricambio: permette a un organismo di rinnovare e moltiplicare le proprie cellule.
In generale il metabolismo è distinto in due fasi: il catabolismo, nel quale le molecole complesse sono spezzate durante la digestione, liberando energia, e l'anabolismo, nel quale si verificano le reazioni di sintesi delle sostanze necessarie all'organismo, a scapito dell'energia liberata nel catabolismo.
2 Col termine metabolsmo (di un animale) viene anche indicata, più specificamente, la velocità di utilizzazione di energia (il suo prodotto per il "rendimento" η dell'animale è pari alla potenza prodotta).
Metabolismo umano
La trasformazione delle sostanze chimiche degli alimenti (carboidrati, proteine, grassi) avviene ad opera degli
enzimi che facilitano e condizionano i vari passaggi tra una trasformazione
chimica e l'altra, durante i quali si ha liberazione di energia, in forma di calorie. Il processo è regolato dal sistema neurovegetativo
e da alcune ghiandole a secrezione interna (tiroide, ipofisi, corteccia surrenale ed altre). Può subire alterazioni (che possono essere anche
congenite) dando luogo a malattie metaboliche come il diabete e la gotta.
Metabolismo basale
Il mantenimento delle sole condizioni vitali di un organismo richiede comunque un fabbisogno energetico, detto metabolismo basale, pur in condizioni di perfetto riposo e a digiuno.
Può essere determinato attraverso la misurazione del consumo di ossigeno ed è espresso in kcal per kg di peso corporeo.
Per un individuo di corporatura media, il metabolismo basale è di circa 1600 kcal al giorno.
Si tratta del fabbisogno energetico per mantenere attive le funzioni della vita vegetativa: battito cardiaco, respirazione, funzione nervosa e renale.
Non è altro che il metabolismo (nella accezione 2) di una persona in completo riposo divisa per l'area del suo corpo (W/m²).
enzìma, sm.
Sostanza proteica ad azione catalitica che favorisce importanti reazioni biochimiche nell'interno delle cellule (biocatalizzatori) accelerandone la velocità. Ureasi, ptialina, pepsina, lipasi, transaminasi sono alcuni tra i principali enzimi. La produzione degli enzimi è controllata dai geni. Molti enzimi sono attivati da un cofattore che normalmente è uno ione metallico o una struttura organica complessa, come per esempio una vitamina. Sono costituiti da una proteina globulare, semplice o coniugata (enzima), con uno stato attivo in cui s'inseriscono le molecole dei reagenti; ogni enzima può catalizzare pochissime reazioni. Spesso in successione (catene enzimatiche) gli enzimi agiscono migliaia di volte al secondo e fattori fisici come la temperatura o altre sostanze possono attivarli o inibirli.