Derivata e differenziale di una funzione
Alle voci
pendenza 2,
rette tangenti e curve e
velocità di variazione vengono proposte diverse situazioni e idee che motivano e introducono il concetto di derivata, uno dei più importanti della matematica. Esamina almeno l'ultima di tali voci prima di intraprendere la lettura di questa.
Riprendiamo i primi tre esempi discussi nella voce velocità di variazione.
Nell'esempio iniziale abbiamo visto come l'esame della pendenza di un grafico
consenta di discutere efficacemente della velocità con cui varia un fenomeno, in
questo caso della velocità con cui cambia la temperatura in una certa località.
Nel secondo abbiamo considerato un fenomeno in cui la pendenza del grafico
cambia con continuità, in un modo che intuiamo possa essere descritto con una funzione.
Nel caso del fenomeno considerato nel terzo esempio possiamo trovare la pendenza dei tre tratti
che ne costituiscono il grafico. Nei due punti che corrispondono a V=1000 e a V=1500
la pendenza varia di scatto: ad esempio a sinistra di V=1000 è 50/1000 = 0.05, a destra
è 50/500 = 0.1.
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Consideriamo, ora, un esempio astratto. A lato è tracciato il grafico della funzione F che ad x associa x². Quale è la pendenza della tangente al grafico nel punto di ascissa 1, tracciata in blu nella figura? Nel primo grafico è evidenziato, oltre al punto del grafico di ascissa 1, quello di ordinata 4.
La retta che passa per questi due punti ha pendenza Nel secondo grafico è evidenziato il punto di ordinata 2. Qual è la pendenza della retta che passa (1,1) e questo punto. L'ascissa x di questo punto è la soluzione di x²=2, ossia √2, per cui la pendenza è
Procedendo con punti man mano più vicini a (1,1) potremmo trovare valutazioni mano mano più precise della pendenza della tangente. Si intuisce, comunque, che tale pendenza è 3/1.5 = 2 (lo dimostreremo più avanti). Consideriamo la funzione rappresentata in basso a destra, la funzione inversa della restrizione di F agli input non negativi, ossia la funzione G che ad x associa √x. Il grafico di G è ottenuto da quello di F scambiando le x con le y. Quindi la pendenza della tangente in un punto del grafico di G è il reciproco della pendenza della tangente al grafico di F nel punto simmetrico rispetto alla bisettrice del 1º quadrante. Nel caso particolare del punto (1.1), che sta su tale bisettrice, il simmetrico coincide col punto stesso. La pendenza è il reciproco di 3/1.5 (= 2), ossia 1.5/3 (= 1/2). | ![]() ![]() |
Vediamo, ora, come precisare le idee introdotte con questi esempi.
Avrai sentito parlare di "tasso tendenziale di inflazione", "aumento tendenziale della produzione", . Si tratta di indicatori economici con cui si cerca di descrivere la situazione attuale e individuare come essa evolverebbe se le cose continuassero ad andare come negli ultimi tempi. Analogamente, se nell'ultimo anno la temperatura media sulla Terra fosse salita di 0.04° potremmo dire che questa è la tendenza con cui varia la temperatura sul nostro Pianeta; potremmo prevedere che tra 5 anni la temperatura sarà variata di 0.04·5 = 0.2 gradi. Ma in entrambi i casi si tratta solo di approssimazioni di come evolveranno i fenomeni, che saranno tanto migliori quanto più la produzione o la temperatura della terra varieranno proporzionalmente allo scorrere del tempo; e questo avverrà con una buona approssimazione solo per durate relativamente piccole.
In generale, data una funzione F (continua) di una generica variabile x , possiamo considerare la variazione tendenziale di F(x), ossia la variazione che F(x) subirebbe passando da x a x+Δx se
in tale intervallo le variazioni dell'output fossero proporzionali a quelle dell'input, cioè se la funzione proseguisse con grafico rettilineo, cioè se fosse lineare.
Viene usato il termine differenziale di F(x), e la notazione
Nella figura seguente la funzione che ha tale retta come grafico è indicata T. La variazione dell'input per F (inidicata con Δx)
e per T (indicata con dx) sono ovviamente uguali.
La retta considerata è tangente al grafico di F nel punto P di esso avente ascissa x.
| Il differenziale di F (nel punto x e rispetto alla variazione Δx). |
![]() |
| Per Δx → 0 dF(x) ≈ ΔF(x). |
La mia approssimazione di Rivediamo
il caso di
Abbiamo visto che la retta tangente in (1,1) ha pendenza 1/2. Approssimo il grafico di Analogamente valutiamo, ad esempio, √0.9: 0.9 = 1-0.1. La retta tangente in 1 se mi sposto a sinistra di 0.1 scende di 1/2·0.1 = 0.05. Quindi posso approssimare √0.9 con √1-0.05 = 0.95. Il valore esatto sarebbe √0.9 = 0.9486 L'errore di questa approssimazione è molto piccolo: 0.0013 |
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Definizione di coefficiente differenziale e di funzione derivata
Abbiamo visto in un caso specifico come individuare la funzione lineare che ha grafico
tangente ad una funzione in un dato punto. In una precedente voce [
rette tangenti e curve] avevamo considerato le tangenti a curve che non fossero necessariamente grafici di funzioni.
Ora vediamo come si può determinare in generale il coefficiente direttivo della retta tangente al grafico di una funzione continua in
un determinato punto x0.
Si chiama coefficiente differenziale o derivata di F in x0 la pendenza della retta a cui tende la retta PQ sotto raffigurata (P è il punto del grafico di F di ascissa x0 e Q è quello di ascissa x0+h) al tendere di h a 0 (con h abbiamo indicato, per brevità, la variazione Δx dell'input):
| lim h → 0 | F(x0 + h) F(x0) |
| | |
| h |
![]() Δx = h ΔF(x) = yQ yP = F(x0 + h) F(x0) P = (x0, F(x0)) Q = (x0+h, F(x0+h)) | ![]() |
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Dunque per x→1/2 la funzione è approssimabile con una funzione lineare di coefficiente direttivo 1: T(x) = 1·(x − 0.5) + 0.25 |
La derivata di una funzione F (a 1 input e 1 output, e continua) si chiama così in quanto deriva, si ottiene da F. La derivata di F viene di solito indicata F'. L'operazione di ottenere F' da F viene chiamata derivare F. La funzione originaria si chiama primitiva (o antiderivata) della nuova funzione così ottenuta, ossia F è una primitiva di F'. La parola "derivata" ora viene usata per indicare il coefficiente differenziale ma inizialmente il nome era usato solo per indicare la funzione-derivata.
Alla voce
pendenza 2 è stato introdotto in modo intuitivo, con vari esempi, il concetto di funzione-derivata. Esso in qualche modo generalizza il passaggio dal profilo altimetrico di una strada (grafico superiore) al grafico di come varia la sua pendenza (grafico inferiore):
| Quando il percorso sale la pendenza è positiva. Nei punti in cui il percorso è orizzontale la pendenza è 0. Quando il percorso scende la pendenza è negativa. Quando la salita si addolcisce o la discesa si accentua la pendenza scende. Quando la discesa si addolcisce o la salita si accentua la pendenza sale. |
Il grafico inferiore rappresenta la funzione derivata della funzione rappresentata sopra. Il grafico superiore rappresenta una funzione primitiva della funzione rappresentata sotto.
Alcuni esempi di calcolo di derivate
Vi sono alcuni casi semplici in cui è immediato determinare la funzione derivata.
Se una funzione F è costante (ad es. la temperatura in un buon frigorifero in
funzione del tempo, a patto che esso non venga mai aperto), del tipo F(x) = k, al variare dell'input
(x = tempo) si ha sempre lo stesso output (la stessa temperatura); quindi ΔF(x) vale sempre 0.
Sia da questo fatto che dal fatto che si tratta di un grafico orizzontale e quindi con pendenza nulla,
possiamo subito dedurre che F'(x) = 0 per ogni x.
Se la funzione, invece, ha uscite che crescono proporzionalmente al crescere dell'input (ad es. il peso di un
contenitore cilindrico al variare dell'acqua in esso contenuta), ossia se è una funzione polinomiale
di 1° grado, del tipo F(x) = ax + b, la funzione derivata dovrà avere un valore
costante e positivo (ad ogni tot di acqua in più corrisponde un altro tot di peso in più,
indipendentemente da quanta acqua ci fosse prima). La cosa può essere dedotta più precisamente
pensando al grafico: è una retta inclinata; la sua pendenza è la derivata: F'(x) = a
per ogni x. In altre parole la funzione lineare che approssima F è F stessa, che ha come coefficiente
direttivo a.
Esempio A.
Determiniamo la funzione derivata di x → x2.
Possiamo procedere come nel precedente paragrafo, con un generico x al posto di 0.5.
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| = |
| = |
| = |
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Esempio B. Determiniamo la funzione derivata di x → x3.
| = |
| = |
| = |
| = |
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Esempio C. Determiniamo la funzione derivata di x → xn (per n intero positivo).
| = |
| = |
| = |
| = |
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Nello sviluppo di (x+h)n, ossia nel calcolo del prodotto
tra n fattori (x+h)(x+h)
(x+h), compare la somma di n termini uguali a
I grafici di alcune funzioni x → xn e delle loro derivate:

Usando D per indicare l'operazione di derivazione, possiamo esprimere la regola precedente con:
Evitiamo di dimostrare che la regola si può estendere dai numeri naturali n ad ogni numero reale α:
Quindi: Dx(x2.5) = 2.5·x1.5 Dx(√x) = Dx(x1/2) = 1/2·x−1/2 Dx(1/x) = Dx(x−1) = −1·x−2
Ci limitiamo a verificarlo graficamente nel caso degli ultimi due esempi tracciando (in blu) il grafico della funzione e (in rosso) quello della sua funzione derivata.

Nel primo caso si vede per x che si avvicina a 0 la pendenza tende all'infinito, e infatti il grafico rosso tende a salire oltre ogni limite, e che per x = 1 la pendenza è 1/2, in accordo con quanto visto nel paragrafo precedente.
Nel secondo caso si vede per x che si avvicina a 0 da destra la pendenza, negativa, ha valore assoluto che tende all'infinito e che per x che si avvicina a 0 da sinistra la pendenza, positiva, ha valore assoluto che tende all'infinito; per x che tende all'infinito o a meno infinito la pendenza tende a diventare zero.
Qui puoi trovare gli script che producono i precedenti grafici: uno, due.
I concetti di derivata e differenziale sono stati introdotti per studiare come al variare dell'input varia l'output di una funzione continua. Non è detto, comunque, che una funzione continua in un intervallo sia derivabile in tutti i punti interni ad esso.
Consideriamo ad esempio la funzione
Vi sono anche situazioni come quella illustrata nella figura seguente (e discussa in uno dei successivi esercizi), in cui il grafico della funzione avvicinandosi a un punto (l'origine) aumenta la frequenza con cui oscilla, per cui i limti da destra e da sinistra della derivata non esistono, ma in cui esiste la tangente nel punto (nel caso illustrato si tratta dell'asse x, ossia in 0 la funzione ha derivata 0). Questo esempio mostra che il fatto che una o entrambe le derivate da destra e da sinistra in un punto non esistono non è sufficiente per stabilire che la derivata non esiste.
Esercizi: testo e soluzione,
testo e soluzione Abbiamo visto che, data una funzione f, la sua funzione derivata si indica f', dove l'apice "'" sta a indicare che si tratta di una nuova funzione rispetto a f. Ma esistono anche altre notazioni, in alcuni casi più utili di questa. Ecco le notazioni più usate per indicare la derivata di f in x (le ultime due si usano se si è convenuto di indicare f(x) con y):
Può essere comodo pensare la notazione
d f(x) /d x
come una abbreviazione
di Le formule seguenti, in cui f e g sono funzioni e k è un numero, presentano due proprietà di base delle derivate che facilitano il calcolo delle derivate di vari tipi di funzioni (con esse e quanto visto nell'esempio F siamo in particolare in grado di derivare tutte le funzioni polinomiali):
Ne vediamo un esempio d'uso e poi le motiviamo: Dx(3x2 + 2√x) = Dx(3x2) + Dx(2√x) = 3Dx(x2) + 2Dx(√x) = 3·2x + 2·1/(2√x) = 6x + 1/√x Abbiamo usato la seconda proprietà, poi la prima e, infine,
La validità di queste formule è facilmente giustificabile: Attenzione 1. Dx(7√x) = 7Dx(√x) ma Dx(√(7x)) non equivale a 7Dx(√x). Attenzione 2.
Prima di mettersi ad usare delle formule conviene sempre ragionare. Per un esempio banale
si pensi a Un semplice esempio d'uso: troviamo il vertice della parabola
di equazione y = Vedremo altre proprietà in una voce successiva.
Le applicazioni del concetto di derivata sono innumerevoli. In questa voce abbiamo visto come può essere usato per fare approssimazioni e calcoli approssimati. In una voce successiva si vedrà che esso consente, più in generale, di trovare funzioni polinomiali per approssimare funzioni continue di qualunque tipo.
Vediamo, in breve, un esempio discusso alla voce
Geometricamente, nei primi due casi 6 e 8 corrispondono alla pendenza costante dei grafici di x in funzione di t, nel terzo caso 3t+1.5 indica come varia la pendenza al trascorrere del tempo. accelerazione di C = Dt(vC(t)) = Dt(3t + 1.5) = 3 Il mezzo C sta avanzando con accelerazione costante: la sua velocità aumenta di 3 m/s ogni secondo, ossia di 3 m/s/s = Un esempio in cui la velocità di variazione non è rispetto al tempo: qual è la velocità con cui cresce il volume V di un cubo al crescere del lato l? e l'accelerazione? V = l 3; d V / d l = 3 l 2: velocità;
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